03.09.2010

Via libera allo sgombero di 200 campi Rom a Roma, Calgani invita al dialogo

Via libera allo sgombero di 200 campi Rom a Roma, Calgani invita al dialogo


Appello del  responsabile romano dell’Italia dei Diritti a «agire insieme alle amministrazioni locali, anche per evitare emergenze umanitarie»

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Roma, 2 settembre 2010 – Bibbidi-bobbidi-bu: si può risolvere un problema vecchio decenni nell’arco di sette giorni: parola di Gianni Alemanno, sindaco. Entro una settimana Roma non ospiterà più campi nomadi abusivi. A pochi giorni – era il 27 agosto – dal tragico rogo nel campo di Via Morselli in cui è morto un bambino di tre anni, il primo cittadino della Capitale annuncia il repentino sgombero di circa 200 insediamenti irregolari.

«Queste sono sparate di impatto mediatico che poi finiscono col creare enormi problemi alle amministrazioni locali – commenta Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti – perché costringono ad azioni che non vengono preliminarmente concordate come dovrebbero».

Per primi saranno sgombrati i campi ritenuti più pericolosi, anche (ma non solo) dal punto di vista igienico – sanitario.

«Non abbiamo nulla in contrario alla messa in sicurezza di strutture precarie – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – purché non si creino agglomerati – ghetto, inutili ed inumani».

Alla politica dei muscoli si contrappone quella della testa, del dialogo. «Spesso le polemiche circa il tasso di criminalità nei quartieri che ospitano i campi sono strumentali – continua Calgani – la verità è che spesso nascono per mancanza di dialogo e concertazione con le amministrazioni dei municipi e con la popolazione residente».

Ufficio Stampa Italia dei Diritti

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Emanuele Bissattini – Emiliano D’Errico

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15.07.2010

Arrestato per tangenti ufficiale dell'Esercito, la condanna di Calgani

Arrestato per tangenti ufficiale dell'Esercito, la condanna di Calgani

Il responsabile per Roma dell'Italia dei Diritti esorta a distinguere: che la legittima condanna di un atto illecito non condizioni la libera attribuzione delle responsabilità

 

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Roma, 15/7/2010 – Il primo rischio è il «pensiero inutile», il pensiero qualunquista da bar del lunedì mattina, che confonde cronaca, politica e notizie sportive. «La prima cosa che passa nella mente di tutti coloro che apprendono notizie come queste è che politici, amministratori e militari sono tutti uguali – commenta il responsabile romano dell'Italia dei Diritti, Alessandro Calgani – Credo che sia il caso di evitare questa forma di pensiero inutile».

A balzare ai dubbi onori della cronaca è F.P., 49 anni, tenente colonnello dell'esercito, di stanza presso il comando dei supporti delle forze operative terrestri di base alla Cecchignola, arrestato in flagranza di reato dai carabinieri del nucleo operativo mentre all'interno del suo ufficio riceveva dalle mani di un imprenditore una tangente di circa 5mila euro.

«Questi atti deplorevoli non possono che essere condannati, ma sono propenso a considerarli fenomeni fisiologici di malcostume che si riscontrano ovunque – rincara la dose l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – e poi bisognerebbe pensare che gli attori coinvolti sono sempre due. Da una parte un rappresentante del mondo delle istituzioni, dall'altra di quello economico. Il tornaconto è di entrambi, come le responsabilità».

Non solo. Il vero rischio connesso al «pensiero inutile» è che quello che tutti pensano prenda il posto di ciò che non tutti vedono, o vorrebbero vedere. « Il problema – conclude Calgani – è  l'incremento di questi fenomeni, che si tende ad omettere dalle cronache, piuttosto che a contrastare radicalmente. Roma ha una grande opportunità, ma l'esempio dovrebbe nascere anche dai suoi amministratori, che spesso invece fanno notizia per essere coinvolti in atti analoghi».

 

Ufficio Stampa Italia dei Diritti


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09.06.2010

MOVIDA NOTTURNA SUL TEVERE, CALGANI APPOGGIA LE PROTESTE DEI RESIDENTI

MOVIDA NOTTURNA SUL TEVERE, CALGANI APPOGGIA LE PROTESTE DEI RESIDENTI

Il responsabile per la città di Roma  dell'Italia dei Diritti: "È Fondamentale il rispetto dei principi  della legalità"

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Roma, 9 giugno 2010 – "E' inutile schierarsi pro o contro qualcosa, va trovata una soluzione conciliante tra residenti e necessità di manifestazioni che una grande città come Roma garantisce a cittadini e turisti". È quanto sostenuto da Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell'Italia dei Diritti in merito all'allarme lanciato questa mattina dall'Associazione abitanti centro storico della Capitale sull'occupazione estiva delle banchine del Tevere da parte dei gestori delle bancarelle allestite ogni anno a pochi metri dalle rive del fiume, causa secondo i residenti di rumori e schiamazzi. Inoltre, l'Associazione lamenta le promesse non mantenute dal sindaco Alemanno che solo qualche giorno fa garantiva più controlli per contrastare il caos notturno. Infatti a suscitare l'indignazione dell'Associazione, è anche l'assoluta mancanza di rispetto per i degenti dell'ospedale Fatebenefratelli che saranno costretti a tollerare fastidiosi rumori provocati dalla movida romana.

"Il paletto fondamentale è il rispetto di un regime di legalità - continua Calgani- , ma dire questo  non significa che avere l'autorizzazione all'esercizio di attività commerciali si traduca automaticamente nello stare in regola. Innanzitutto le assegnazioni degli spazi devono rispettare i requisiti previsti dai regolamenti, la valutazione dell'impatto acustico deve avere carattere vincolante alla concessione, gli strumenti di controllo attraverso vigili urbani devono essere costanti ed ove sussistano cause di forza maggiore che rendano un disagio ai cittadini, a questi dovrebbero essere concessi indennizzi sotto varie forme. Ciò a ragione del fatto che indirettamente prestano servizio al benessere sociale ed economico della città. Mi piace sempre lanciare una provocazione - conclude l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro -, ma neanche poi tanto: sarebbe bello che chi sbandiera decisioni, trascorra anche una sola notte nelle condizioni di chi vive il disagio denunciato".


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23.04.2010

Maxi blitz dopo sparatoria a Tor Bella Monaca, per Calgani non basta

Maxi blitz dopo sparatoria a Tor Bella Monaca, per Calgani non basta

Il responsabile romano dell'Italia dei Diritti: "Necessario investire in strumenti informatici per compiere azioni preventive"

 

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Roma, 23 aprile 2010 - Sono oltre settanta, di cui trenta in regime di arresti domiciliari e sorveglianza speciale, le persone controllate dai carabinieri di Frascati a Tor Bella Monaca, periferia est della Capitale, a seguito della sparatoria avvenuta pochi giorni fa in via dell'Archeologia che ha visto il ferimento di due persone per l'esplosione di alcuni colpi di pistola. Nel corso dell'operazione i militari hanno arrestato due uomini, di 32 e 51 anni, trovati in possesso di armi, droga e un bilancino elettronico. La pistola, inviata ai laboratori del Ris, verrà analizzata per accertare se sia collegata a eventi criminosi insoluti avvenuti nel quartiere romano, non ultimo quello di via dell'Archeologia.

"Troppo spesso - ha commentato Alessandro Calgani, responsabile romano dell'Italia dei Diritti - maxi retate e controlli a tappeto sono scatenati, o per meglio dire sollecitati e resi necessari, da fatti eclatanti che attirano l'attenzione dei media; nel senso che a una notizia tragica si risponde con un'azione che fa a sua volta notizia. Apprezzo e plaudo come è giusto all'intervento delle forze dell'ordine, ma diventerei a mia volta fervido sostenitore di chi fornisse, a chi tutela la sicurezza dei cittadini, mezzi per poter fare al meglio il loro dovere così da poter fronteggiare, anche tecnologicamente, l'evoluzione esponenziale che la criminalità organizzata sta vivendo nella rete. Credo - conclude l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro - che una classe politica datata non riesca a capire quanto sia necessario investire in strumenti informatici per compiere azioni preventive di enorme rilevanza".


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20.04.2010

Sequestrato night club cinese a Roma, per Calgani è allarme

Sequestrato night club cinese a Roma, per Calgani è allarme

Il responsabile capitolino dell’Italia dei Diritti: “Serve una struttura ad hoc delle forze dell’ordine specializzata e focalizzata sulla realtà delle comunità orientali”

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Roma, 20 aprile 2010 – “Non è la prima volta che la criminalità cinese si manifesta sotto una delle sue innumerevoli forme nella zona est della città”. Così Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti, commenta il sequestro preventivo eseguito in un locale a luci rosse della Capitale sito in via Casilina e gestito interamente da cinesi. All’interno del night club, che ospitava quindici prostitute, è stata trovata anche una nuova sostanza stupefacente di origine asiatica chiamata “K-Fen”, oltre a dosi di hashish, marijuana e svariate pasticche di ecstasy.

“Rimango dell'opinione – continua Calgani – che serva una struttura ad hoc delle forze dell'ordine specializzata e focalizzata sulla realtà della comunità cinese, molto più complicata da gestire, vista anche la maggiore difficoltà di identificazione dei soggetti che vi appartengono, vuoi per tratti somatici, ma soprattutto per la trascrizione in lingua delle generalità. Alle periferie deve essere fornita una risposta di sicurezza tale da non creare veri e propri quartieri d’oriente. Sicuramente – conclude il rappresentante del movimento presieduto da Antonello De Pierro – tale soluzione non può essere quella attuale, con ripetute chiusure dei commissariati, tra i quali quello di Centocelle, l'estensione del provvedimento al Casilino e con altre strutture di polizia di zona su cui pende la mannaia dello sfratto”.


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24.02.2010

Partito lo sgombero all'Idroscalo di Ostia, il punto di Calgani

Partito lo sgombero all'Idroscalo di Ostia, il punto di Calgani

Il responsabile per Roma dell'Italia dei Diritti: "Decisione opportuna, che non deve trasformarsi in un'operazione di speculazione edilizia"

Roma, 24 febbraio 2010 - "Se la legge viene infranta è inevitabile agire di conseguenza, tuttavia abbiamOstia_idroscalo.jpgo il dovere di garantire sempre la dignità di coloro che subiscono provvedimenti che alterano fortemente le proprie condizioni di vita".

Così Alessandro Calgani, responsabile romano dell'Italia dei Diritti, commenta l'arrivo delle ruspe del Comune per abbattere le prime baracche realizzate abusivamente negli ultimi cinquant'anni a ridosso del mare nell'area dell'Idroscalo di Ostia.
Nel 2002 all'intera zona il piano di assetto idrogeologico aveva attribuito la classe di rischio R4, la più elevata.
Alta la tensione fra i residenti.

"La necessità di azioni preventive al fine di evitare vere e proprie tragedie - denota l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - non deve essere assolutamente tramutata in una mossa di pura speculazione edilizia. Non si commettano gli stessi errori dei progetti già sviluppati su quell'area".


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23.02.2010

Altri commissariati di polizia chiusi a Roma, Calgani alza la voce

Altri commissariati di polizia chiusi a Roma, Calgani alza la voce

Il responsabile cittadino dell'Italia dei Diritti critica le scelte dell'amministrazione capitolina paventando rischi analoghi a quelli di via Padova a Milano

Roma, 23 febbraio 2010 - "Pian piano rafforzo la mia convinzione che il numero di reati dichiarato
Polizia_volante.jpg non aumenta a Roma per il semplice fatto che la gente non sa più dove andare a sporgere denuncia e desiste per i reati legati alla microcriminalità. Chiudere altri due commissariati e cinque presidi di polizia non è un deterrente per chi vive d'illegalità, ma costituisce uno sprone a perseverare. Penso al commissariato di Torpignattara, che non è sicuramente in una zona idilliaca, visto che vi sono intere comunità di immigrati, ai quali va tesa la mano per un percorso di integrazione invece di spingerli in un ghetto che li può portare verso un proliferare illecito. È successo in via Padova a Milano nei giorni scorsi e la linea che si profila è analoga anche a Roma". Duro il monito di Alessandro Calgani, responsabile per Roma dell'Italia dei Diritti, in merito all'imminente chiusura delle sedi di polizia nei quartieri di Porta Pia e di Torpignattara, che vanno ad aggiungersi ad !

altri commissariati capitolini già dismessi, nell'ottica di quella politica che il sindaco Gianni Alemanno ha definito "non di riduzione ma di trasformazione in presidi mobili".

"Bisogna interrompere la condanna di comodo a scelte scellerate fatte a spese della sicurezza e non giustificarle con percorsi di riorganizzazione fini a sé stessi", incalza il rappresentante locale del movimento presieduto da Antonello De Pierro, che poi aggiunge: "Basti pensare alla polizia che abbandona Centocelle per accorparsi ad un commissariato anch'esso sotto sfratto per mancanza di fondi. Come Italia dei Diritti stiamo facendo il massimo, e sicuramente finché i nostri amministratori insisteranno in questi scempi, noi proseguiremo con una determinazione esponenziale per contrastarli".




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19.01.2010

Ancora furti all'Oasi di Castel di Guido, Calgani condanna

Ancora furti all'Oasi di Castel di Guido, Calgani condanna

Il responsabile per Roma dell'Italia dei Diritti: "Abbandonare queste iniziative genera un disagio sociale"

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Roma, 18 gennaio 2010 - La notte del 15 gennaio scorso l'Oasi Lipu di Castel di Guido ha subito il furto delle assi di legno necessarie per la costruzione del locale "Accoglienza". Quello di 3 giorni fa è purtroppo l'ennesimo atto doloso ai danni della struttura diretta dalla dottoressa Alessia De Lorenzis. Dell'accaduto si è interessato Franco Leggeri, responsabile dell'Italia dei Diritti per il XVIII Municipio attivando il responsabile romano Alessandro Calgani, che ha dichiarato: "Un atto del genere va condannato a prescindere. Quando il rappresentante di zona mi ha segnalato il grave fatto ho provato forte rabbia perché ha mietuto come vittime soggetti che si sacrificano per una giusta passione, portandola avanti con le solite difficoltà nel reperire i fondi necessari.
Dobbiamo stare attenti - ha aggiunto l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - perché abbandonare queste iniziative genera un disagio sociale e formativo. Una voce di bilancio ampliata a favore di analoghe associazioni sarebbe più che opportuna e consentirebbe un valido supporto a scuole e organizzazioni ambientaliste nonché scientifiche", ha concluso Calgani.



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14.01.2010

Richiesti più controlli su Malagrotta, Calgani con i cittadini

Richiesti più controlli su Malagrotta, Calgani con i cittadini

La protesta di cinquantamila residenti in Regione trova il sostegno dell'Italia dei Diritti

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Roma, 13 gennaio 2010 - La discarica di Malagrotta, la più grande d'Europa, continua a far parlare di sé. I comitati di quartiere Malagrotta, Pisana '64, Bravetta, Massimina e Ponte Galeria stamattina verranno ascoltati dall'assessore Fabio De Lillo in merito alle richieste di monitoraggio ambientale da parte di un ente terzo. I cinquantamila residenti, dopo cinque anni di proroghe, chiederanno inoltre l'indicazione di una data ultima e definitiva per la chiusura della discarica.

Italia dei Diritti, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, nella persona del responsabile romano Alessandro Calgani, intende manifestare il proprio sostegno nei confronti dei cittadini del XVI Municipio: "Quando si transita davanti a Malagrotta emerge la comprensione se non addirittura la pena per chi abita in zona", ha commentato l'esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. "E' una provocazione - spiega -, forse neanche troppo, ma inviterei tutti coloro che devono decidere le sorti della discarica più grande d'Europa a risiedere per una settimana nei pressi di questo scempio. Quello che vorrei è innanzitutto mettere in piedi un sistema di monitoraggio ambientale con controllo fumi e condotte idriche a tutela dei residenti e individuare collaborativamente, tra organi istituzionali e AMA, un progetto di smaltimento dei rifiuti in altro sito e con politiche di rigenerazione efficienti che non possono prescindere da una raccolta porta a porta. La condivisione ci deve essere - conclude Calgani - così come la disponibilità reciproca degli attori chiamati in causa e non può presentarsi solo quando si regalano all'AMA risorse destinate ai cittadini, quali il complesso del centro carni, al fine di risanare un bilancio frutto di una gestione dissennata di un'azienda municipalizzata".

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07.12.2009

Lo scandalo degli alloggi della Difesa, Calgani alza la voce

Lo scandalo degli alloggi della Difesa, Calgani alza la voce

Il responsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Se c'è una legge questa va rispettata”


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Roma, 7 dicembre 2009 – Via entro nove anni. E’ questo, in estrema sintesi, il concetto alla base del nuovo programma pluriennale di riforma del patrimonio immobiliare della Difesa, che coinvolgerà oltre 650 famiglie residenti negli stabili dell’ente. Una tutela a tempo determinato che condurrà allo sfratto vedove di militari, portatori di handicap e cittadini dal basso reddito che non potranno acquistare la casa in cui abitano. Scaduto il termine previsto, l’occupante potrà quindi venire cacciato dal privato subentrato nell’acquisto. Sfratto immediato invece per chi è nelle case non in vendita. Tutto ciò, n onostante la legge 244 riconosca alle 650 famiglie coinvolte una tutela senza limiti.

“Se c'è una legge questa va rispettata”, ha dichiarato Alessandro Calgani, responsabile romano dell’Italia dei Diritti. “Se ne può parlare quanto si vuole – incalza – ma finché esiste ci si deve adeguare ai termini della stessa”.

L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro avanza la richiesta una soluzione alternativa al problema, ma sottolinea un aspetto importante nella difesa del diritto alla casa: “A mio parere – spiega – la tutela deve essere garantita ma prima di tutto va verificato che le abitazioni siano state assegnate effettivamente a chi aveva requisiti adeguati e giuste posizioni in graduatoria. E’ vero che la casa è un diritto – aggiunge Calgani – ma a patto che sussistano le condizioni di assegnazione. Qualora non fosse così le case andrebbero lasciate nell'immediato e senza attendere i nove anni previsti. Il grande rammarico, comunque – conclude il responsabile romano dell’Italia dei Diritti –, è rappresentato dal dover ricorrere a vendite di immobili pubblici per far fronte a esigenze economiche che gli ingenti tagli al Ministero della Difesa non fanno che accrescere”.


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